COLTIVARE, FAR CRESCERE, PARTECIPARE: TUTTO QUESTO E’ CULTURA

Cosa significa oggi parlare di cultura e di eventi culturali? Qualcuno potrebbe pensare che sia ancora una prerogativa di pochi, di una cerchia ristretta di persone che ha tempo da perdere in cose inutili e poco importanti. D’altronde fu lo stesso ex ministro dell’economia Giulio Tremonti ad affermare qualche anno fa che “con la cultura non si mangia”.A parte la falsità di una affermazione del genere – non sto qui a elencare quanti paesi in Europa e non solo hanno fatto del patrimonio culturale una risorsa per la loro crescita anche in termini economici – forse il nostro ex ministro non si è mai soffermato a riflettere sull’etimologia della parola “cultura”.

Cultura deriva dal latino còlere, letteralmente “coltivare”, ma anche “far crescere”, “avere cura”. Il significato originario rimanda quindi alla coltivazione dei campi, al tempo in cui iniziarono a crearsi i primi insediamenti, a formarsi le prime comunità. Ed è proprio attorno all’idea di comunità, al senso di aggregazione in esso implicito che nascono le iniziative e le associazioni culturali. Le forme di sapere e l’insieme di conoscenze di cui esse sono portatrici non sono da ricercare solamente sui libri o all’interno di un qualche edificio istituzionale. Esse nascono dall’esperienza concreta e prendono forma attraverso la partecipazione attiva.

È questo lo spirito che muove l’associazione culturale MAD – Movimento Armonia Dinamica – nata a Pedaso da un gruppo di ragazzi che hanno deciso di mettere in gioco idee e competenze per fare dell’arte uno strumento di valorizzazione e condivisione del sapere, nella sua accezione più ampia. Un sapere che rimanda alla tradizione, alla storia del territorio, agli antichi mestieri da riscoprire e contaminare con altri saperi e culture, attraverso ogni forma dell’espressione umana: artigianato, pittura, musica, danza, scrittura, teatro, fotografia.  Non dimenticare e imparare dal passato per creare il nostro futuro. Una delle azioni portanti di questa associazione infatti si basa sul concetto di riciclo, che avviene attraverso il recupero di materiali trovati direttamente nelle discariche. Può trattarsi di vecchie sedie, televisori, panche o qualsiasi altro materiale apparentemente senza possibilità di riuso che all’interno dell’associazione riprende lentamente vita. Recupero di ciò che è stato abbandonato per conferire all’oggetto nuova identità. Ecco allora che due televisori sapientemente uniti insieme diventano un originale mobile da arredo e dei vecchi bidoni di ferro agili supporti per una tavolo di legno. Non sono soltanto gli oggetti ad essere riutilizzati. La sede stessa che ospita l’associazione non è frutto di una scelta casuale. Essa si trova nella ex sala d’aspetto della stazione ferroviaria di Pedaso, posto trascurato da anni, che da luogo di arrivi e di partenze può ora trasformarsi in un vero e proprio punto di incontro, inteso sia come spazio espositivo per chi vuole far conoscere il proprio talento artistico, sia come luogo predisposto a promuovere e ospitare incontri e dibattiti su determinate tematiche, come già è avvenuto lo scorso mese con la presentazione del libro “Dalla cacca allo stallatico” di Luca Tosoni.

Ma l’associazione MAD non è solo questo. Nell’ultimo anno si è occupata anche di solidarietà sociale, come è avvenuto con la raccolta fondi promossa per finanziare la realizzazione di un documentario girato in Turchia – This was Hasankeyf , di Tommaso Vitali in collaborazione con Francesco Marilungo e Carlotta Grisi – il cui scopo è stato quello di far conoscere la particolare realtà di un piccolo paese del sud-est dell’Anatolia che vedrà spezzato l’intimo legame con i suoi abitanti a seguito della decisione governativa di costruirvi una diga.

Ugualmente, grande successo ha riscosso la “Sagra dell’Arte”, inedita e originale manifestazione tenutasi la scorsa estate nel caratteristico porticciolo di Pedaso in cui ai tradizionali piatti tipici della tradizione culinaria marchigiana si sono sostituiti “degustazione di arte”, “assaggi sonori”,“bouffet di-versi” e “minestroni letterari”. Un modo per saziare l’anima e la mente e parlare non alla pancia ma al cuore delle persone.

In ultimo, ma non per importanza, non va dimenticato l’ORTO MAD, piccolo appezzamento di terra a un passo dal centro storico altidonese che i ragazzi dell’associazione hanno trasformato in punto di coltivazione e luogo di sperimentazioni innovative: dal semenziario all’agricoltura sinergica alla permacultura.

Ecco quindi che torna il significato di “cultura” da cui siamo partiti. Coltivare la terra come il nostro spirito, prendersi cura di una pianta come della nostra comunità, far crescere un albero così come il nostro senso di appartenenza, promuovere la partecipazione ma anche senso critico verso quello che ci circonda, senza perdere di vista quelle che  sono le nostre radici, fisiche e simboliche. Tutto questo è cultura.
Per informazioni sull’Associazione MAD
www.movimentomad.it

Federica Onori

Foto di Riccardo Leli