• Home »
  • HOME »
  • SOS ADOZIONI: L’allarme di “Italia solidale”. La testimonianza di Elisabetta Sbrolla.

SOS ADOZIONI: L’allarme di “Italia solidale”. La testimonianza di Elisabetta Sbrolla.

di Walter Ruggeri

In un tempo di crisi economica e non solo, purtroppo, si sono venute a verificare situazioni di abbandono.Stiamo parlando delle adozioni dei bambini a distanza. Elisabetta Sbrolla giovane ragazza di origini Monturanesi, impegnata attivamente in questo mondo, ci racconta la sua grande testimonianza di vita e di fede.

Raccontaci di te, qual è il motivo che ti ha spinto a lasciare tutto per darti al mondo delle missioni e quindi al mondo del volontariato?

È successo tutto per caso (il caso non esiste). Io ho solo assecondato la mia anima che incontrava l’unica cosa che gli corrispondeva davvero in mezzo a un mucchio di falsità. Non avevo né l’esigenza, né la spinta di mettermi alla prova con un lavoro, tantomeno volevo lavorare a Italia Solidale. Nel 2006 ero all’università con ottimi voti, cantavo in chiesa, ero benvista da tutti, non vedevo la realtà dei 26.000 bambini che morivano ogni giorno. Ma cosa ho incontrato che mi ha catturato? Ho incontrato persone che mi hanno vista, rispettata e sostenuta ad esprimere la meraviglia che ho dentro, primo fra tutti P.Angelo Benolli, fondatore e presidente di Italia Solidale – Mondo Solidale, che non essendosi mai compromesso e adattato a niente e a nessuno, ha sempre espresso, mantenuto e testimoniato le sue forze personali, la sua fede in sé e in Dio, il suo carattere, la sua identità di bambino, in questa salute di spirito ha tutelato anche le sue forze fisiche e la sua sapienza, tanto che oggi a 82 anni va ancora a sciare. Questo incontro è stato decisivo per la mia vita, non volevo salvare i bambini all’inizio, non li vedevo, ma non li potevo vedere perché non vedevo me bambina, quello di cui avevo bisogno per poi amare. Quando ho iniziato a leggere i libri di P.Angelo, specialmente “Uscire da ogni inganno” mi sono resa conto degli inganni inconsci e non colpevoli che mi sono cascati addosso perché mai visti e risolti da secoli e secoli e piano piano ho visto che non stavo vivendo la mia vita ma quella che gli altri volevano o si aspettavano da me. Ho dato voce alla sofferenza che derivava da questa “gabbia” e l’ho aperta…allora ho potuto dare qualcosa anche io, l’esperienza è stata dall’inizio che nella carità risolvi tutti i tuoi mali! Quindi più ami, più ti butti per salvare la vita a partire da quella dei bambini, più trovi e salvi la tua! Allora si…ho lasciato davvero tutto per questo, ho lasciato la vita che avevo e ho trovato la mia!
Di cosa si occupa precisamente Italia solidale? Cosa fate? qual è il vostro ruolo?
Italia Solidale è un’associazione di “persone per le persone”, non abbiamo strutture o grandi organizzazioni, ma una Cultura di vita trovata in 54 anni di impegno sacerdotale e antropologico a contatto con persone di tutto il mondo, racchiusa negli 8 libri scritti da P.Angelo e negli occhi dei volontari di Italia Solidale. Questa Cultura tocca e salva già 2 milioni di persone in tutto il mondo, oggi anche in Italia, dalla fame dello spirito e del corpo, attraverso la carità verso i bambini che muoiono con lo strumento dell’adozione a distanza.
L’adozione a distanza con Italia Solidale è una cosa grande perché non si limita all’aiuto materiale proprio perché c’è un esperienza di anni e anni alla base che hanno dimostrato che non sono ne i soldi, ne le strutture, ne gli aiuti materiali che salvano i bambini!
Se i bambini muoiono è proprio per la mancanza di amore che sperimentano nella vita. Padre Angelo, che è anche uno scienziato, antropologo e psicanalista, ha proprio scoperto come questa mancanza d’amore il bambino la sperimenta fin dalla vita intrauterina. Ogni esperienza di rispetto e non rispetto si registra sulle cellule nervose che sono INCONSCE e non cambiano, per questo quello che viviamo e riceviamo fin da bambini poi spesso lo ripetiamo senza rendercene conto nel presente, con tutti! Questo stesso meccanismo specialmente avviene dai genitori sui bambini.
Nella sua esperienza come psicanalista, P. Angelo si è reso conto che davanti a queste mancanze d’amore, il bambino si difende e sviluppa dei condizionamenti sempre inconsci e per questo non semplici da vedere. Questi sono prima personali, poi familiari, poi diventano cultura indiscussa.
Per questo i bambini muoiono perché  i genitori sono intrappolati spesso in tanti condizionamenti che si passano di padre in figlio e che sempre impediscono alla persona di esprimere le meravigliose potenzialità ed energie uniche che ha dentro e di amare, prima sé e poi gli altri.
Sulla base di questa luce profonda, salviamo i bambini perché sosteniamo ogni genitore a entrare nel suo inconscio a vedere tutte le mancanze d’amore sperimentate nel passato che finalmente spiegano e fanno vedere loro perche’ non lavorano, perche’ non creano, perche’ sono dipendenti, perche’ sono adattati a subire, adattati al male e alla morte dei loro stessi figli.
Per fare questo lavoro personale, in ogni missione abbiamo tante piccole comunità composte da 5 famiglie che si incontrano una volta a settimana, leggono libri e documenti scritti da P. Angelo con i quali sono aiutati ad entrare nella loro storia, si sostengono tra di loro a credere in sé e a muovere di nuovo le loro energie creative, che nonostante tutto il non amore portano dentro il Sigillo di Dio che sempre spinge verso la vita; spesso devono prendere posizioni forti per liberare queste energie…vanno “contro corrente” per uscire da pratiche come i matrimoni combinati, la poligamia, l’assistenza delle ONG che sostituiscono sempre di più le energie personali buttando in grande depressione queste popolazioni e creando dipendenza e passività e quindi morte dei bambini. Solo ritrovandosi i genitori arrivano a rispettare i loro figli, a nutrirli, a non sfruttarli, a non picchiarli, a vederli, ad amarli finalmente.
Giovani e volontariato: Credi che al giorno d’oggi, in un tempo di crisi di valori e di identità, sia ancora un binomio ancora efficace? Secondo te da dove occorre ripartire per poter integrare sempre più giovani nel mondo del volontariato e quindi nel donare se stessi per gli altri?
È necessario ripartire dalle proprie energie. Dall’espressione di queste in contenuti di qualità e con persone di qualità. Cioè noi dentro abbiamo una grande dignità e abbiamo bisogno di scambi all’altezza della nostra dignità. Chi salva un bambino o si impegna per questi è di certo una persona di qualità. È lei stessa bambina e forte che non chiude gli occhi davanti al male. Credo che noi giovani abbiamo proprio bisogno di questo. Ma quanto è difficile incontrare contenuti rispettosi di noi…spesso l’esperienza che abbiamo nella famiglia, nella scuola, nella chiesa, nell’università, nel lavoro ecc. è di essere diretti, sostituiti o giudicati. Quello che ho incontrato a Italia Solidale è diverso, non sono stata né diretta, né, sostituita, né giudicata ma solo sostenuta con tanto positivo! E questo mi ha portato a scoprire il tesoro che ho dentro, oggi scrivo canzoni e oggi con una mia “sorella” volontaria come me stiamo lavorando al nostro primo disco.
Elisabetta, parlaci di questa “Emergenza”. quale situazione che si è verificata in questo periodo? Come è possibile intervenire?
C’è bisogno di voi. adesso, ora, in Uganda nelle missioni della Karamoja di cui sono responsabile ci sono 105 bambini che sono rimasti senza donatore italiano, sono abbandonati a se stessi e stanno morendo. considerate che in tutto il mondo muoiono ogni giorno 20.000 bambini! ma partiamo da questi 105! Ecco i volontari donatori che si coinvolgono con la loro adozione a distanza sono proprio grandi, sono quelli che con il loro piccolo contributo economico (80 cent. al giorno) permettono tutto questo completo sviluppo di vita “da dentro a fuori”, salvano i bambini perche’ raggiungono i loro genitori con dei contenuti profondi che gli permettono poi di mettere a frutto responsabilmente e creativamente i soldi che ricevono dall’adozione a distanza in lavori che decidono loro stessi, come allevamento, agricoltura, pesca, piccolo commercio che li fanno uscire dalla passività e dipendenza portandoli alla sussistenza.
Oggi in tante missioni le famiglie restituiscono a se stesse il contributo annuale che ricevono dai volontari donatori; con la restituzione continuano il loro sviluppo, ma non solo, sono loro stessi a diventare donatori : cioè 5 famiglie dell’africa oggi fanno 1 adozione in india, 5 famiglie del sud america salvano 1 bambino in africa, 5 dell’india in sud america e viceversa e ora vogliono adottare noi italiani!
Ci tengo a precisare che le famiglie dei bambini adottati ricevono direttamente i soldi mandati dai donatori su un “conto di comunità” a cui partecipano 5 famiglie ciascuno, senza intermediari, perchè i soldi dei donatori siano rispettati!
Cosa diresti ad una famiglia, coppia, gruppo di amici, uomo o donna, che avesse intenzione di adottare un bambino?
Grazie grazie grazie! Per fare l’adozione serve nome, cognome, indirizzo, tel e data di nascita. L’adozione ha il costo di 25€ al mese, cioè 0,80 cent al giorno e si possono versare in diverse modalità o tramite bonifico o bollettini, ma quello che serve più di tutti è la vostra anima! Dopo 3/4 mesi ricevete dalla missione la lettera e foto del bambino/a che state salvando. Queste lettere si ricevono 3 volte l’anno e avete piena libertà di rispondere…anzi è un supporto di spirito in più…per loro ma anche per voi.
SALVIAMO I 105 BAMBINI DELLA KARAMOJA CHE CI STANNO ASPETTANDO, LOTTANO TRA LA VITA E LA MORTE ED NON ABBANDONIAMOLI SE LI POSSIAMO SALVARE… e vi dico un segreto…TUTTI POSSIAMO! AMIAMOLI ADESSO! SE DAI…HAI, SE DAI QUELLO CHE NON HAI…LO AVRAI!
Chiamate 06 6877999 o collegatevi al sito www.italiasolidale.org
Elisabetta Sbrolla volontaria responsabile di Uganda Solidale e Marche Solidale
e.sbrolla@italiasolidale.org
tel. 338 72 46412
contatto fb : Elisabetta Sbrolla